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lunedì 30 novembre 2009

diario di un educatore

Chiamerò il ragazzino che seguo nella mia scuola elementare Booboo. B. frequenta la II elementare ed ha diffuse difficoltà in tutti i campi della vita scolastica. La diagnosi che gli è stata appiccicata addosso è quella di "Border-line cognitivo" e con questa etichetta è stato gettato prima all'asilo, poi nella scuola primaria. Ora, in seconda, le sue difficoltà a mantenere il passo con i compagni si sono fatte palesi ed innegabili. La II è la classe disciplinare per eccellenza, dall'anno prossimo si fa sul serio. O ti adegui immediatamente alle regole o... sei out.
Booboo è già out.
Un po' perchè ha difficoltà fisiche e cognitive reali, un po perchè la società e la scuola, per quelli come lui, possono fare poco, se non emarginarli ed imbottirli di psicofarmaci - nel caso specifico, pasticche per la sindrome da disturbo dell'attenzione e dell'iperattività.
Così, in un ambiente scolastico impermeabile alla critica radicale e con un ragazzino la cui stessa esistenza mette in discussione l'impianto scolastico, almeno quello tradizionale, ho iniziato la mia avventura di insegnante nella scuola elementare.

Programma svolto nella giornata odierna:
Booboo torna a scuola dopo un'assenza prolungata. Subito mi chiede di lavorare da soli nell'auletta dove è sottoposto a meno stimoli distraenti.
Lavora una ventina di minuti a fare righe ed esercizi pregrafici, non vuole scrivere ne leggere. piccolo lavoro sul cartellone dello schema corporeo.
Lavoriamo sull'orientamento spaziale e la numerazione: contuamo i passi, mattonelle avadti, dx, sx.
Mezz'ora di programmi interattivi Erikson.
Torniamo in classe e in dieci minuti colora in maniera decente l'orologio di cartoncino.
Ricreazione.
Gioca con gli altri, anche se fa fatica e condividere le regole dei giochi più complessi, quando, a causa di ciò, si ritrova isolato, cerca il suo compagno preferito.
E' felice quando, nonostante con gli altri non usciamo, io e lui andiamo lo stesso a vedere l'orto.
Nella seconda parte della mattina accusa gli abituali problemi di stancheza ed indolenza, partecipa con poca motivazione ad alcune attività, taglia con le forbici ma con molta fatica.
Nell'ultima ora vado a fare dei giochi in un'altra casse, i giochi sono volti a favorire il colloquio emotivo e la capacità organizzativa dei ragazzi, B. tende a sottrarsi, probabilmente sentendo eccessive le richieste.



giovedì 3 settembre 2009

Diario di un educatore

E tutto cambiò all'improvviso!

Il mio primo impatto con il mondo della scuola: un delirio!

Che ci vado a fare alle convocazioni?? Insegnanti sui tetti, tagli, entrare a lavorare a scuola sembra impossibile. Sono al mare con Marilena... chi me lo fa fare?? Lo faccio lo stesso. Lei mi sprona ...

Non sento la sveglia delle 5. Mi sveglio di soprassalto. e' trooppo tardi. Provo lo stesso. Miracolo: Ci riesco!

Perendo l'I.C. da Napoli delle 6.14, alle 8.15 sono a Roma, bus 38 ed eccomi alla scuola Settembrini. E' qua che avvengono le chiamate in base alle quali gli insegnanti sono assegnati ai posti disponibili nelle scuole.
Io ho delle possibilità per un posto come maestro di sostegno. Per il posto comune non è nemmeno possibile metterci il pensiero.

Il primo impatto è terribile: una bolgia urlante di gente chi si accalca davanti ai fogli delle disponibilità. Il corridoio pieno di gente che rimbomba. Uno shock.
Dopo qualche minuto mi riprendo e arrivo confuso da una bidella alla quale dico "io sono qui per il sostegno, che devo fare?" e quella "va ar terzo piano", e io "aaah, grazie".
Salgo una scalinata grande e larga che non finisce mai "ma che fanno??! provano l'abilità dfisica dei futuri insegnanti di sostegno??", penso mentre mi immedesimo in Asterix nel palazzo della burocrazia.
Arrivo su col fiatone ed eccomi in un altra bolgia. Un altro corridoio con circa un centinaio di persone, di nuovo tutte affollate intorno ai fogli delle disponibilità. un fondo c'è un omino cicciotto e lucido, con gli occhiali, che mi dice di sedermi ed aspettare che ci chiamino loro.
Che scuola scegliere? Roma Nord! Il tempo passa. Vengono chiamati i primi 20. Mi rendo conto di non essere per nulla perparato: qui hanno tutti i foglietti dove segnano le scuole... io no.
Iniziano a chiamare, il cuore batte, sono teso, saluto due ragazze che hanno fatto l'università con me. Chaimano i primi 20, il tabellone con le disponniblilità è di nuono visibile, la massa amorfa che vi si di accalcava sopra è andata a sedersi altrove. Mi avvvicino e scopro che, oltre a decine di nomi di scuole tutti uguali, tutti per me senza significato, ve ne sono alcune diverse: le scuole fuori Roma riportano la dicitura del comune!! Capena, Campagnano, Morlupo, Mazzano... sono i nomi dei paesi che conosco: luce!

Telefono a Mari, le chedo quale distanza da Roma peferirebbe. Mi sembra impossibile poter scegliere, ci sarà un errore, telefono a mia zia (potenza della tecnologia cellulare!). Mi informo su distanze da Roma, collegamenti, minuti, luoghi...

Anguillara, sul lago di Bracciano, ben collegata con Roma, 4 posti disponibili. Sì, mi piace. Ritelefono a Mari e le dico che Anguillara mi piace e che piacerà anche a lei. Mi siedo. Mi alzo. Dal megafono chiamano. Mi risiedo... poi

succede tutto

in un MOMENTO

Sono per strada. Ballo. Le lacrime agli occhi. Marlilena piange. Mio nonno si emoziona. Gli amici si congratulano.
Ho in mano l'assegnazione annuale per un posto da insegnante di sostegno nella scuola elementare di Anguillara.
Devo telefononare a scuola, domani prendo servizio, da oggi mi pagano.
Marilena piange. Il mondo cambia. Io ballo... e piango.

Balliamo e piangiamo per un contratto fino al 30 giugno ed una vita che cambia, anzi, per due vite che cambiano.

giovedì 27 agosto 2009

Forni di Sopra IV turno.

Dopo il soggiorno a Dublino come group leader, questa volta - insieme a Marilena - abbiamo coordinato 15 giorni di "soggiorno inpdap" all'Hotel Villa Alpina di Forni di Sopra (UD).
Esperienza assolutamente positiva che ci ha permesso, non solo di impegnarci in questo tipo di attività, ma anche di sperimentare tutta una serie di pratiche e azioni riguardo le quali da tempo riflettiamo. Mi riferisco in particolare all'uso del gioco e delle fiabe nella pratica educativa, alla elaborazione di un progetto che sia un tutto unico e coerente di teoria e pratica, che si situi nel contesto ospitante e che abbia, in ogni suo segmento pratico ed organizzativo, il ragazzo al centro.
Ed effettivamente i ragazzi sono stati i punti di riferimento dai quali abbiamo intessuto questo bel disegno.
Estremamente soddisfacente è stata anche la disponibilità dei leader a mettersi in gioco e a recepire la nostra modalità operativa. Insomma, una prima esperienza di coordinamento soggiorno (64 ragazzi/e, 11 adulti) dalla quale partire per migliorarci nelle prossime iniziative.
PROGRAMMA ATTIVITA'
Non essendo capace di inserire il PDF del programma mi limiterò a riportare prima gli orari e poi le attività.
ORARI:
07:30/08:00 sveglia
08:00/08:15 stretching
08:15/09:00 colazione - mani e denti
09:00/09:30 PRESENTAZIONE ATTIVITÀ GIORNATA
09:30/12:30 ATTIVITA' DELLA MATTINA e discussione collettiva di una regola
12:30/13:30 pranzo - denti
13:30/15:30 riposo
15:30/16:00 merenda - DIARIO E GIORNALINO
16:00/19:00 ATTIVITA' DEL POMERIGGIO
19:00/19:30 doccia
19:30/20:30 cena - denti
20:30/22:00 ATTIVITA' DELLA SERA
22:00/22:30 CANTO - MESSAGGI - STORIA DELLA BUONANOTTE
22:30/07:30 nanna
SPECIFICA ATTIVITA' (queste non verranno indicate in ordine cronologico, ma in percorsi. In realtà i percorsi non sono così distinti e molti altri se ne possono individuare. Quelli riassunti sotto rappresentano quasi tutte le attività svolte, cercando di rispettare la continuità logica che ha reso tutto il progetto un unica esperienza intimamente coerente)
I GRUPPI: RITO DEI GRUPPI (I nomi dei gruppi riprendono la flora e fauna locale, la collocazione nei gruppi avviene con estrazione casuale ma garantendo equilibrio di genere e di età); LAVORO NEI GRUPPI: SLOGAN E SCELTA DI 2 REGOLE FONDAMENTALI; GIOCHI DICONOSCENZA; QUIZZONE A SQUADRE;

LA NATURA: CACCIA AL TESORO CON LA GUIDA NATURALISTICA; LABORATORIO ESPLORAZIONE; GITA AL RIFUGIO GIAF; PASSEGGIATA NOTTURNA; ESCURSIONE NATURALISTICA (raccolta materiali); LABORATORIO METAMORFOSI (trasformazione individuale a tema naturalistico utilizzando il materiale raccolto nelle escursioni); METAMORFOSI; GITA CASA DELLE FARFALLE;
IL PAESE: TOUR (conoscenza dei luoghi); ORIENTEERING NEL PAESE (conoscenza dei luoghi e dei mestieri tipici del paese); VISITA AL MERCATINO DELL'ARTIGIANATO (arti e mestieri); LABORATORIO MANUALITA' (arti e mestieri); LABORATORIO PITTURA; FINITURA MANUFATTI; DISTRIBUZIONE MANUFATTI; ALLESTIMENTO E DISTRUZIONE COLLETTIVA DEL PLASTICO DEL PAESE.
LO SPORT: STREETCHING; PARCO GIOCHI E GIOCHI ALL'APERTO; PISCINA; SPORT; MINI OLIMPIADI; PREMIAZIONI MINI OLIMIPIADI;

LE STORIE: LABORATORIO TEATRO (esercizi) (scene); FIABA DELLA BUONANOTTE; GIOCHI IN MUSICA; DIARIO PERSONALE (poi rilegato) E GIORNALE COLLETTIVO (Orma Pripila) PROVE CORRIDA; SERATA CABARET; AVVENTURE NEL MONDO DELLE FIABE (Rappresentazione giocata di una fiaba); CORRIDA; FIERA CONCLUSIVA.



lunedì 13 luglio 2009

Wesley college I turno

E' difficile sintetizzare due settimane così intense e piacevoli come quelle che ho vissuto facendo l'accompagnatore al soggiorno-studio INPDAP a Dublino dal 25 giugno al 9 luglio.

Partenza: sono due notti che non dormo, pullman, aereo, pullman. Qualche battuta tra una ronfata e l'altra.

I ragazzi sono stupendi, a 15 anni hanno il mondo in mano, il mondo è loro e penso che è solo per ingannarci che a volte danno la sensazione di non saperlo.

Rita, Vincenzino, Laura, Rossella, Armando, Serena, Ylenia, Antonio, Michela, Alice, e poi Andrea, Paola, Lucilla, Federica, Titti, Antonella, Rossella, Letizia, Chiara, Claudia, Vincenzo (Mr R.), Laura, Rosario, Carlo, Gianmarco, Daddo, Marco, Enrico, i Cosentini e poi tutti gli altri, uno dopo l'altro, tutti e 173, non sono solo nomi, non sono solo ragazzi e ragazze. Sono tesori immensi, piccoli uomini e donne che, per il solo fatto di essere nati in questa epoca, già portano sulle spalle il peso di responsabilità storiche.

Io credo che siano molto più consapevoli degli adulti rispetto a quanto sta accadendo. Questi ragazzi vivono in un mondo di cellulari e I-pod con la precisa intenzione di prendere le distanze da un mondo degli adulti che trovano brutto, stupido, incapace di comprendere se stesso.

In ognuno di loro vedo a volte un monaco zen che con le cuffie alle orecchie si isola dal mondo, in profonda meditazione accumula le energie dei livelli astrali più elevati al solo fine di essere impeccabile nella grande battaglia.

Questi ragazzi sanno che il mondo dorato nel quale i genitori li hanno viziati è fragile, sanno che potrebbe andare in frantumi e forse, nel profondo, ne sono addirittura certi, allora sanno che, come gatti, dovranno spiccare il balzo ed affrontare la forza sconosciuta che si cela tra le tenebre. Sanno che nella grande battaglia un passo falso può equivalere ad un Game Over.

Questi ragazzi sono ragazzi, e rivendicano il loro diritto ad esserlo. Sono innocenti perchè ciò che sono è ancora in maggioranza dovuto all'ambiente nel quale sono cresciuti. I ragazzi vogliono fare cazzate, vogliono mettere alla prova gli adulti, vogliono saggiarne integrità, forza e coerenza. I ragazzi sono ragazzi e noi dobbiamo combattere con tutte le nostre forze per preservare il loro diritto ad esserlo, a non dover crescere troppo infretta.

Questi ragazzi ci odiano perchè non siamo capaci di ascoltarli, perchè non li capiamo, perchè ne abbiamo paura e li lasciamo a loro stessi, perchè dovranno fare tutto da soli, perchè noi li stiamo tradendo: dopo averli sedotti, avendogli fatto credere che noi sapevamo tutto, ci ha spaventato la loro superiore integrità e li abbiamo abbandonati a loro stessi. Ci odiano perchè sanno che se vivono in un mondo di merda la responsabilità è anche nostra, della nostra inettitudine a lottare per un mondo migliore.

Questi ragazzi ci amano perchè sentono di essere vulnerabili, sentono di non avere tutte le forze e le competenze necessarie. Ci amano perchè vorrebbero che li ascoltassimo, che fossimo capaci di comunicare con loro.

Dentro ognuno di loro, ogni giorno, si raccolgono migliaia di storie che non verranno ascoltate nè comprese da nessun adulto.

Questi ragazzi cercano coerenza, giustizia, verità, competenza, affetto, divertimento, serenità, confronto, serietà, domande, prospettive credibili.

Questi ragazzi hanno un bisogno immenso di noi, ma mai quanto noi abbiamo bisogno di loro.

Ringrazio tutti loro ed i colleghi che, con umiltà, hanno capito questo e sono capaci di ascoltare.
Gli altri educatori (non necessariamente presenti a wesley) farebbero meglio a cambiare loro, o a cambiare mestiere.

Grazie a questi ragazzi, e ai colleghi che sono capaci a dialogare,
in queste due settimane sono stato veramente bene.

Un grazie speciale a Mirabelli!


martedì 9 giugno 2009

Diario di un educatore

Riassunto delle puntate precedenti:

8 giugno
Dall'ultimo post ho avuto 8 incontri con Giuseppe, in questi incontri abbiamo lavorato sempre da soli, io e lui. L'esame ormai è alle porte: lunedì prossimo si inizia, quattro giorni di scritti e poi gli orali. Giuseppe ha finito la sua tesina, la preparazione è ormai ultimata... in questi ultimi quattro giorni (ieri ero ammalato), si tratterà di dargli fiducia e la sicurezza che ancora stenta.

Al pomeriggio invece gli incontri con i ragazzi sono stati meno: 5 al Casale e 1 ai QS. Essendo ormai la scuola finita ci siamo dedicati soprattutto, e per fortuna Mari è stata quasi sempre con noi, alla "ludopedagogia", ai gioche tra ragazzi... e con notevole successo. Abbiamo poi operato una piccola stretta di regole verso i ragazzi che disperdono i palloni. I grandi sembrano essere sempre più affezionati a noi.

giovedì 21 maggio 2009

diario di un educatore... ogni giorno più incazzato

20 maggio
Giuseppe è ancora malato, sto un oretta a casa sua.

Faccio i compiti con un ragazzino che deve ripetere storia, poi, all'atto di scendere nei locali del centro, Carolina mi comunica che hanno deciso di sospendere il mio laboratorio... accampando alcune scuse. Non le rispondo e me ne vado.
Sto con i ragazzi, giochiamo a ping-pong, organizziamo tornei, faccio mezz'ora di calcio con le ragazze. Divertentissimo. Quanto mi è mancato stare in mezzo a loro, guardarli, respirarli... sono molto contento ed a fine giornata decisamente soddisfatto. :-)

PS la situazione dei pagamenti e delle politiche sociali in generale è tragica... forse non ci pagheranno mai più... forse a dicembre chiuderanno tutti i progetti e amen... una situazione drammatica... ma intanto nulla si muove, se non le solite, inutili, deprimenti pratiche demo-riformatrici che permettono ai presidenti di cooperativa di andare a parlare con gli assessori. Merda!

19 maggio
Stamattina Giuseppe ha l'influenza, cos' faccio un po' di lavoro di rete. Alle 12-14 c'è l'equipe del tutoraggio, il messaggio finale è: non create troppi problemai con gli utenti che abbiamo bisogno di segnare le ore... o almeno così lo ho interpretato.

Pomeriggio faccio il laboratorio. Il labirinto è andato avanti ma il trapano è scarico quindi non riusciamo a finire i buchi. Il mobile è stato pittato con una mano di arancione. tutto procede.

18 maggio
Stamattina con Giuseppe lavoriamo, insieme ad un altro ragazzo, su delle schede di matematica che ci ha passato la scuola. Alla mattina mi sforzo di essere un po' più rigido... e la cosa paga. I ragazzi lavorano bene.

Pomeriggio faccio una sostituzione al casale, con i ragazzi organizziamo un riuscito torneo di calcio, mi rendo conto che, facendo sono i laboratori, li ho veramente trascurati... decido di dedicarmi di più a loro, ad ascoltarli, a stare loro in mezzo.

domenica 17 maggio 2009

Diario di un educatore

15 maggio
Sono inkazzatissimo, quegli imbecilli della cooperativa hanno fissato, comunicandolo ieri, una riunione per questa mattina alle 10. Il problema è che oggi doveva essere dedicato a ricucire la rottura con Giuseppe!!! Merda, li odio, odio questa stupida organizzazione del lavoro che si fonda sull'emergenza nel mentre che naufraga.
Giuseppe viene, ha dormito dalla mamma, è sereno e tranquillo, mi scuso per il disguido. lavoriamo lo stesso una mezz'ora e gli affido un tema da portarmi lunedì.

Riunione. La situazione è tragica. Non ci sono soldi. 50% falliamo 50% ci ridefiniamo. Mi sembra molto più probabile la prima vista la pesantezza e la depressione cronica di metà dell'assemblea. Propongo un percorso che vada oltre la solita buffonata dell'iniziativa fine a se stessa... stiamo a vedere, appuntamento a lunedì prox.

14 maggio
Stamattina Giuseppe arriva molto in ritardo, scocciato, gli chiedo se, finalmente, si è riappacificato con la madre, negativo, gli dico di andare a prendere i quaderno, negativo... sbotto. Va finalmente a prendere ilo quaderno e lo sbatte sul tavolo. Non reggo più. Gli dico che se deve venire a perdere tempo può anche starsene a casa, che nessuno ci obbliga a preparare questa terza media, che non mi piace lavorare con i ragazzi viziati come lui. Si allontana, si siede, non lo vedo. Mi rimetto a trafficare con un coso che stavo aggiustando, passano 10 minuti... totale silenzio. Gli chiedo cosa sta facendo. Mi risponde "nulla", "allora vai a fare nulla a casa tua" gli dico, e lui se ne va. Dopo una mezz'ora lo cerco dalla nonna, non c'è... è tornato dalla madre.

Pomiriggio al casale. Ieri Rosa, una mamma, ha lavorato tutto il giorno con me, uguale farà oggi, Matew, il ragazzo con il quale ieri ho sbottato, mi sta vicino tutto il tempo e lavora a fare la giostrina con Rosa... incredibile... con un altro aggiustiamo il portone del magazzino che si è rotto.
Rifletto su Matew e Giuseppe. Penso che questi ragazzi sono cresciuti praticamente viziati ed abbandonati a loro stessi, hanno bisogno di trovare un limite e si sentono più tranquilli e sicuri quando si rendono conto che tu glielo stai offrendo.

Sera aperitivo con gli operatori sociali... me ne sento molto distante, in particolare da quando il "progetto abruzzo" è naufragato... ma a loro è bastato riempirsi delle energie emerse dalla discussione... bleah.

13 maggio
Giuseppe arriva molto in ritardo, correggiamo il tema, lavoriamo molto sulla matematica. ha visto la madre ma sta dormendo ancora dai nonni. Mostra una eccessiva pigrizia che arriva a snervarmi.

Oggi al casale hanno rimontato una delle porte del campetto che i vicini avevano smontato perchè i ragazzi facevano casino giocando in ore non consone. Salvatore, il padre di uno dei ragazzi ha lavorato a lungo per insonorizzare la parete dietro la porta. E' sempre molto disponibile e dovremmo cercare di portarlo più ad esempio per i genitori che se ne fottono dei loro figli. Nel pomeriggio mi, letteralmente, adiro, con uno dei ragazzi grandi perchè fanno i prepotenti e non fanno giocare a palla i piccoli. Era veramente parecchio che non mi arrabbiavo così! Risultato... nel giro di pochi minuti tutti i grandi spariscono.

12 maggio
Non ho le chiavi della sede, così lavoriamo a casa di Giuseppe. Quando gli spiego come fare il tema "lettera ad un amico" mi risponde che lui amici con i quali confidarsi non ne ha... decidiamo di cambiare argomento: "parla del tuo sport preferito". Successivamente lavoriamo sulle divisioni, visto che confonde le quattro operazioni.
Mi rendo conto che è ancora molto turbato dalla situazione familiare, che ancora non si risolve, e che i tempi dedicati al lavoro vero e proprio si stanno accorciando.

pomeriggio: grande cantiere ai QS. Smontiamo tutto il biliardino grande della sala, per ripulirlo, montiamo le ante dell'armadio che ancora ci rimanevano, passiamo la pittura bianca sul grande ripiano, iniiamo a montare il labirinto. Purtroppo i chiodi usati erano troppo grandi, così le sponde del labirinto, in molti punti, si spaccano e ci tocca lavorare a lungo per recuperare il danno.

8 maggio
Oggi Giuseppe appare particolarmente distratto e assente, non riusciamo a lavorare. Per fortuna presto si apre. Premetto che i suoi sono separati, lui è cresciuto con i nonni che lo hanno molto viziato. Da quattro mesi vive con la madre, ovvero da quando la madre, con il nuovo compagno, ha messo al mondo un fratellino. G. mi racconta che la sera prima ha avuto un litigio con la madre, il compagno di lei di è "messo in mezzo", e così il litigio si è acceso, Giuseppe è andato dai nonni ed ora minaccia di non volere più tornare a casa. Con la mia coordinatrice facciamo un'opera di mediazione, chiamiamo la madre, parliamo a lungo con lui. Purtoppo questo fine settimana sarò fuori città e non potrò seguirlo in questa delicatissima fase. Sono molto frustrato da questa circostanza.

Al casale le cose filano liscissime. Attcchiamo alcuni manufatti al muro con il patafix.

mercoledì 6 maggio 2009

diario di un educatore

6 maggio
Con Giuseppe oggi abbiamo lavorato da soli: appena arriva si mette ad ascoltare "il canto dello scugnizzo", alla terza volta gli do' il testo che abbiamo scaricato e lui segue con piacere. Poi 2 problemi "tosti" come quelli che dovrà affrontare all'esame: determinare il volume e il peso di una piramide a base quadrata (introdotti i concetti di frazione e di numero periodico).
Nella pausa abbiamo levato di mezzo tutti i tavoli e per 15 minuti, letteralmente, mi ha fatto vedere i sorci verdi. Lui con la palla a smarcarmi ed io a corrergli appresso... riuscivo a levargliela solo quando lo prendevo a spallate e di sorpresa... ma anche così non era mica facile! quello ha 15 anni, è tosto e si allena tutti i giorni!
Dopo la pausa abbiamo lavorato introducendo un po' gli assi cartesiani, mi ha fatto ascoltare la sua musica dal cellulare, ci siamo confrontati sui pezzi che piacevano ad entrambi o meno, poi sulla mia agenda ha visto un disegno e (sebbene sono un pessimo disegnatore) ha voluto che gliene facessi uno. Così abbiamo finito entrambi a disegnare, ascoltando la musica... piacevolissimo.

Pomeriggio al Casale, arriva l'atteso confronto con Irene (la mia collega con la quale avevo avuto delle incomprensioni) è sempre bello vedere che quando si parla le tensioni è come se trovassero la loro via di fuga, più volte sottolineo la mia sofferenza nel non avere una équipe con la quale confrontarmi, aprirmi, parlare del lavoro e dei singoli ragazzi. Nel pomeriggio al centro non faccio il laboratorio, è arrivata una suora che fa lavorare i ragazzi col DAS, così ne approfitto (non amo lavorare al fianco di indottrinatori di coscienze per professione) e mi metto a riordinare il magazzino, tiro fuori con Marilena i vecchi lavoretti, li diamo ai ragazzi, mi faccio un po' di partite a biliardino e ping-pong... parlo... insomma intrattengo le relazioni educative che quando sono buttato capofitto nel laboratorio trascuro.
I ragazzi grandi che la settimana scorsa mi osteggiavano parecchio (o almeno così mi sembrava) mi sembrano grati... Si fa largo dentro di me il sospetto che loro alla mia attenzione ci tengono davvero e se li trascuro... si offendono.
D'altra parte devo essere proprio antipatico quando in tutta la giornata non trovo 2 minuti per parlare con loro ed intervengo solo per dire "questo non dovete farlo" "smettila" ora è finito il tempo, andate a casa che siamo stanchi (di stare con voi)".
... non trovare il tempo per ascoltarli ...
ascoltare
5 maggio
La mattina con Giuseppe ed un gruppo di altri 3. Inglese. I ragazzi fanno battute a ripetizione, sfoderano pronuncie assurde e ridicole, il tutto diventa a tratti molto divertente, anche se, agli occhi dell'adulto, spesso si passa il segno.
Le 4 o 5 frasi inglesi più comuni, i colori (che conoscono perfettamente!), i numeri fino a 20. Si chiede se sanno come si dice... lo si scrive, ognuno, educatori compresi, lo chiede ad un altro.
Durante la pausa giochiamo a "7 si schiaccia", quando riprendiamo ci dedichiamo al ripasso, partiamo dagli argomenti di ieri e... si ricordano un sacco di cose! Non solo, ma Vittorio spiega la seconda guerra ed il suo argomento: la bomba atomica. Giuseppe poi mi commuove quasi. Spiega la sua tesina, le quattro giornate, con un'esposizione, per la prima volta!, quasi soddisfacente.
Sono convinto che il problema maggiore, per loro è esprimersi. Perchè non sono abituati a parlare in italiano, perchè si vergognano... ma, sopratutto perchè nessuno ha mai chiesto loro di farlo.

Nel pomeriggio sono all'educativa territoriale dei QS. Prima parte compiti, seconda parte si continua a lavorare ai progetti avviati. Lascio parlare le foto.
Continua il lavoro per ridipingere le ante del mobile. I ragazzi vogliono sempre pittare, purtroppo più di quanto è stato fin'ora possibile.
Amano stare immersi nel colore, giocarci, testarne la consistenza... anche se questo li mette in profonda contraddizione con il culto del bel vestito e della pulizia persona le assoluta di cuio sono portatori.
Anche la fase di tintura dello spara-dischetti procede molto bene.
Il labirinto per le biglie affascina un po' tutti per la sua laboriosità, naturalmente Orso è sempre in prima linea, se ne sente un po' il padre... anche Azzurro ci lavora, anche se non riesce a tenere il livello di concentrazione di Orso.
Alla fine abbiamo incollato tutti i segmenti del labirinto.
Infine, come prevedibile, grande successo hanno avuto i fucili spara elastici (2).
E molti ragazzini lo avrebbero voluto fare... solo che li ho dovuti sgridare perchè si sono fatti gli affari loro tutto il tempo... e poi volevano lavorare quando già avevamo iniziato a mettere a posto.
Infine, ho fatto un errore antipatico. Ho detto ai ragazzini che si sarebbero potuti portare i fucili, ed invece poi ho deciso che li avrebbero dovuti lasciare in sede. Un po' ho recuperato, dando loro i chiodini e le indicazioni per fabbricarseli a casa, ma ho contravvenuto alla legge numero uno dell'educazione: mai dare segnali contrastanti ai ragazzi, essere sempre coerenti.

4 maggio
mattinata con Giuseppe e gli altri 2 ragazzi del tutoraggio. Conduce la lezione Ezio. Argomenti trattati: geografia, continenti e stati, i punti cardinali, isole e penisole, climi... abbiamo lavorato con una grande carta geografica sul banco. Alla fine della lezione, inframmezzata da una pausa di 10 min, ho proposto un giochino sulla seconda guerra mondiale: abbiamo messo i carri armati del Risiko sulla mappa dell'europa ed abbiamo simulato l'andamento della guerra. I neri erano i nazi, i blu i democratici e i rossi i russi.
I ragazzi partecipano, ma ad ogni passo emerge la loro grande fatica a tenere l'attenzione Giuseppe e Vittorio non perdono un'occasione per fare battute. Titina è un po' defilata ma, sebbene dichiari che si scoccia a fare ogni cosa, alla fine partecipa con piacare...
Penso a quanto poco questi ragazzi anno avuto stimoli per crescere come persone integrali e a quanto, invece, ne hanno bisogno, anche se, in apparenza, sembrano opporsi ad accettarne di nuovi. Domani inglese.

domenica 3 maggio 2009

Diario di un educatore

30 aprile
Mattina, con Giuseppe lavoriamo a lungo per rifinire e ripetere la tesina, inseriamo le foto ai monumenti... ormai inizia ad avere una sua dignità. Simpatico che nella prima parte della giornata metto radio Capital, nella seconda lui mi fa ascoltare i rapper americani che gli piaciono.

Casale. Oggi c'è anche Marilena con la sua utente del tutoraggio. I lavori fervono: Principessa sta fabbricando un aereo (che mi sono dimenticato di fotografare), Pippi è sempre pronta ad aiutare e a rimettere in ordine e si confida a lungo con marilena, i maschietti, finito il periodo di dedizione totale perchè si facevano i fucili spara-elastici, sono più defilati. Una ragazza fa un antico gioco eschimese che poi Mari con la sua utente replicano.
Nel frattempo Sessia ha dipinto il suo binocolo di canna.
Insomma, nonostante la difficoltà che ho a relazionarmi con le colleghe, nonostante la totale assenza di riunioni di equipe dove discutere dei problemi, nonostante le mie colleghe non propongano, sostanzialmente nulla (almeno Carolina è presente tutti i giorni e garantisce una continuità, anche se pure lei molte volte si riduce a dettare i compiti e, comunque, come Irene non sono portatrici di spirito di gruppo, di istanze innovative etc..), nonostante la carica sovvertitrice che ha avuto il progetto fino a che riuscivo a fare coppia con Marilena, e che ora ha perso... nonostante tutto le cose, con qualche piccolo risultato, le cose procedono. Ciò che desidero più di ogni altra cosa, ora è una riunione con i colleghi... il tempo della riflessione e della progettazione... illuso.

29 aprile
Giuseppe viene e lavora abbastanza. Con gli altri due continuiamo a lavorare su volumi e pesi specifici, piano piano, calcolando calcolando. A fine giornata buttiamo lì anche un piano cartesiano... ma ormai è ora di andare.

Casale. Si torna al casale e subito la prima incazzatura quando, durante i compiti, Irene, LETTERALMENTE, detta ad una ragazza le risposte di un compito di religione. Non sono riuscito a dimostrarle tutta la mia riprovazione. E' ridicolo che noi facciamo i compiti ai ragazzi, glieli dettiamo!!! Ma che cazzo facciamo? riproduciamo il modello di una società che li vuole lobotomizzati ed incapaci di elaborare un pensiero proprio???
Il laboratorio va abbastanza bene.

28 aprile
stamattina Giuseppe, con una scusa banale, non si è ancora presentato. La cosa è doppiamente negativa: una volta perchè abbiamo perso una giornata, un'altra volta perchè se il ragazzo non si presenta il tutor, io, non viene pagato.

nel pomeriggio sono ai QS, purtroppo oggi hanno organizzato una partita di calcio della nostra educativa contro una parrocchia e quindi la gran parte dei ragazzi escono, solo una minoranza dei più piccolini rimangono con me. Ne approfittiamo per ultimare alcuni lavoretti, senza intraprenderne di nuovi: Fabulos e Cicone, hanno 14 anni e si appassionano a fare le rifiniture del lancia-dischetti.
Da principio non volevano partecipare, ma poi come sono stati responsabilizzati, subito, hanno iniziato ad impegnarsi. Da loro è anche arrivata la proposta di colorarlo, il lancia-dischetti e così abbiamo fatto.
Il campo è stato fatto verde mentre i dischetti arancioni.
Nel Frattempo il gruppetto dei piccoli scartavetrava le sponde del labirinto delle biglie, mentre Peppino e Renè, col mio collega Emiliano, passavano il Flatting sulle ante dell'armadio che avevamo ridipinto e che si trattava ora di rimontare.
A fine giornata con Emiliano abbiamo continuato a chiacchierare a lungo (è una specie di appuntamento fisso del martedì), siamo arrivati a casa e, finendo una bottiglia buona, abbiamo buttato giù (Emi, Marilena ed Io) la bozza del possibile progetto per L'Aquila. Ora si tratta di vedere gli altri educatori del gruppo che dicono.

lunedì 27 aprile 2009

diario di un educatore

27 aprile

Stamattina con Giuseppe c'erano altri due ragazzi con i loro tutor, così abbiamo potuto variare un pò la relazione. Le attività ora saranno "a tre" il lun. merc. e ven..
Nella prima parte della mattinata abbiamo continuato il ripasso delle "quattro giornate" facendo poi una simulazione d'esame dove prima i ragazzi erano la commissione ed i tutor gli esaminandi e poi il contrario.
Nella seconda parte abbiamo proceduto così: 1) distribuita una tabella con i pesi specifici di vari materiali, discussione su cosa è il peso specifico. 2) problema: se il ripiano di questo tavolo è di legno di faggio, quanto pesa? i ragazzi hanno preso il metro, misurato le tre dimensioni, ma poi non sapevano che farsene. discussione. cosa significa che il tavolo è lungo 150 cm? cos'è un unità di misura? quante unità di misura conosco? discussione. riusciamo ad immaginarci la lunghezza del tavolo divisa in 150 segmentini da 1 cm? discussione. Come posso fare per trovare la superficie del tavolo? discussione. Riusciamo ad immaginare il tavolo diviso in un reticolato di 150 quadrati da un lato ed 80 dall'altro? come posso fare poer calcolare la superficie? che operazione devo fare per fare 150 + 150 per 80 volte? discussione (lunga). Ora che abbiamo la superfice come posso fare per usare l'altra dimensione che ho misurato? discussione. Riusciamo ad immaginare il tavolo composto da 150 per 80 per 4 cubetti da un centimetro di lato per ognuno? discussione con dei dadi usati per esplicare il concetto. Se dalla tabella del peso specifico vedo che un quadrato di un centimetro di legno pesa 0,7 grammi che posso fare per sapere quanto pesa il tavolo? discussione. ora che so che pesa x grammi, intuitivamente, a quanti Kili corrispondono? discussione e poi tutti a giocare a biliardino (i ragazzi non vanno a scuola da più di un anno, sono stremati).
Nota metodologica. discussione significa: chi ha delle ipotesi per risolvere il problema? "io dico x" lui dice x, chi è d'accordo? chi no? perchè si? perchè no? funziona? proviamo per verificare.
Pomeriggio di merda al casale, la sala è affittata per una festa privata, sembra tornato l'inverno, vaghiamo tra le piazzette provando a giocare o a fare qualcosa tra il vento e la pioggia, un po' riusciamo ma dobbiamo mollare il colpo una buona mezz'ora prima del previsto per sopraggiunta tempoesta.

sabato 25 aprile 2009

diario di un educatore

24 aprile

mattina. finiamo la tesina, inseriamo le foto. Ci manca solo la parte sugli scugnizzi. usciamo in vespa a fotografare i vari monumenti tranne... il monumento allo scugnizzo che, essendo piazza della repubblica un cantiere, non è accessibile. Giuseppe si vergogna terribilmente sia ad andare a chiedere agli operai se possiamo entrare nel cantiere, sia di fare le foto in mezzo alla strada.
parliamo un po' di questa cosa.

Pomeriggio, non lavoro così con Mari e Gabi andiamo a dare una mano al Mammut dove fanno un laboratorio di autocostruizione. Oggetto: costruzione di un tavolo di legno per attività con bambini piccoli e più grandi. Io e Marilena siamo sempre più entusiasti di aver conosciuto questi operatori del Mammut.

Sera riunione con gli operatori per mettere il punto su un idea progettuale per l'Aquila. Come prevedibile... nulla di fatto. Discussioni infinite e, quasi, nessuna concretezza. Sarà un caso che anche stasera, come la prima sera, ho un mal di testa cervicale terribile che, in breve, mi mette KO?

23 aprile

Mattina: finalmente torno a lavorare con Giuseppe, oggi dovrebbe venire anche un altra ragazza che deve preparare la terza media, ma non si presenta. Così lavoriamo io e lui sulla tesina sulle 4 giornate che, a fine attività, è quasi conclusa. domani andiamo a fare le foto dei monumenti delle quattgro giornate.

Pomeriggio al casale, anche oggi sono con Marilena. Piove, quindi siamo costretti a stare dentro. I ragazzi fremono, vogliono iniziare subito il laboratorio, ma bisogna condividere lo spazio con quelli che stanno facendo i compiti, quindi li convinciamo ad attendere le quattro.
Dopo poco che è iniziato il laboratorio c'è un caos eccezionale. Pure troppo. Nella nostra stessa stanza giocano pure a biliardino, la confusione, quindi è enorme. Comunque i lavori fervono, si costruiscono dei rombi di legno, un kavello (marilena con scricciolo), una specie di binocolo, un altro yoyo, due papere, fucili e pistole spara-elastici.
Il clima del laboratorio è entusiasmante. Ad un certo punto la collega Irene va in panico. Ci siamo dimenticati di mettere le incerate sui tavoli, così qualche bambino li ha scartavetrati. Mettiamo le incerate e rincominciamo. A fine giornata siamo stanchi, ma le attività sono andate alla grande, i ragazzi e le ragazze sono molto contenti di questa nuova dimensione laboratoriale. La cosa che sarebbe molto interessante iniziare a fare adesso è passare da tanti piccoli lavori individuali ad un lavoro centrale nel quale ognuno ha il suo ruolo all'interno di un'ampia cooperazione. Purtroppo questo presuppone materiali ed attrezzi (molti) ai quali non credo di poter accedere.Nota: terri mi parla a lungo del racconto di paura che, ormai, sembra molto intenzionata a scrivere.

22 aprile

Mattina: salta il terzo giorno di fila di lavoro con giuseppe. oggi c'è una giornata di formazione del tutoraggio, si discute su come si utilizza il genogramma nella stesura del Piano Personale Individualizzato. faccio venire giuseppe e gli do un paio di paginette sulle quattro giornate da leggere per domani.

Pomeriggio: laboratorio di costruzioni al Casale. La scuola è allagata quindi le attività del doposcuola iniziano direttamente nella sede della chiesa. Grande entusiasmo nei ragazzi che non solo non sono andati a scuola, ma oggi possono iniziare il doposcuola ed i laboratori prima. Ci mettiamo sulle scalette del campetto ed iniziamo a lavorare.
Matew si cimenta nella produzione di un piccolo sparadischetti con ottimi risultati, Titti arriva tardi e si produce un piccolo strumento musicale. Oggi è una grande giornata perchè, finalmente, la mia compagna Marilena, è riuscita ad organizzarsi con il suo utente del tutoraggio (Scricciolo) per venire al centro, così oggi lavoriamo assieme :-). Con i maschi più piccoli iniziamo a costruire delle fionde, ma ben presto ci dobbiamo arrestare perchè non abbiamo le camere d'aria per fare gli elastici. Così dirottiamo il lavoro sulla costruzione di "fucili spara-elastici" l'attività prende piede molto bene, ma i ragazzi vogliono immediatamente il prodotto finito, sono poco propensi a lavorare per ottenerlo, risultato: le ragazze che hanno voglia di fare ma non sono riuscite a determinare il proprio oggetto... scartavetrano il fucile dei maschi. La cosa non è troppo positiva... ma già che la ragazze più grandi si mettono a a lavorare il legno è strapositivo in sè. I ragazzi, infatti, le sfottono tutto il tempo, utilizzano un linguaggio eccessivamente volgare che, solo a tratti riusciamo a contenere. Ci rendiamo conto che è in palio una posta altissima: la leggittimità della presenza delle ragazze in un attività ritenuta sapecificatamente maschile. In ogni caso, alla fine della giornata, Anita si è costruita uno Yo-yo di legno.
Al termine abbiamo una lunga e profiqua discussione con marilena. L'oggetto è la modalità della conduzione del laboratorio, l'attenzione all'equilibrio di genere e ad i ragazzi che fanno fatica ad inserirsi nelle attività, un mio eccessivo tendere ad accentrare l'attività su di me, rispetto agli altri operatori.

martedì 21 aprile 2009

diario di un educatore

21 aprile

ieri giuseppe non si è presentato perchè aveva l'influenza (?). Oggi e domani abbiamo l'equipe e la supervisione, così abbiamo perso altri tre giorni. Non ce ne restano più che una trentina per preparare l'esame. In compenso, all'equipe, due operatori hanno dimostrato interesse a fare qualcosa insieme con i loro utenti, sia come uscite che per la matematica. vederemo. In sostanza l'equipe (alla quale sono arrivato con trenta minuti di ritardo) non mi è parsa particolarmente significativa, vedremo domani come va la supervisione.

Pomeriggio: grande caotica ed intensa giornata. era come vivere la sostanza del cantiere descritto da Freinet nel post di qualche settimana fa. Durante i compiti mi prendo un ragazzo che stava ripetendo la seconda guerra mondiale ed iniziamo a fare un cartellone nel quale abbiamo riassunto gli eventi principali degli anni 1939, 40, 41 e 42. Poi prendo un grande telone di plastica e lo stendo in terra. vi pongo sopra le ante dell'armadio, Giordi mi aiuta a preparare i colori ed i ragazzi iniziano a dare la seconda mano su 6 ante, la prima su le altre 4. Avviamo anche la fase finale del lancia dischetti, fissando la barra centrale e tagliando con la sega i dischetti... bè, fare dei dischi era difficile, così ritagliamo dei quadratini di legno, da quelli, tagliando gli angoli, otteniamo degli ottagoni che scartavetrati diventano dei fighissimi simil-dischetti. Se antonio mi avesse portato il trapano avremmo potuto finire. purtroppo si è scordato (!!) e così finiremo domani. orso ha continuato spedito a fabbricare il suo labirinto per le biglie, si è fatto tutto il disegno, ha segnato la lunghezza di tutte le trenta sponde del labirinto e le ha tagliate. un grande! al laboratorio hanno partecipato più di 15 ragazzi e ragazze: chi tagliava di qua, chi scartavetrava di la, chi dipingeva su, chi disegnava giù: uno spasso. grandi anche i colleghi che mi hanno sostenuto ed aiutato.
riflessione: quasto tipo di laboratori è fondamentale anche per formare il carattere di chi è refrattario alle regole: mammone dice: lascia fare! so fare tutto io! io! io! io! così rompe la lama del seghetto da traforo e fa altri casini. lo blocchiamo: oggi basta, la volta prossima, se sarai capace di ascoltare, potrai lavorare di più-

In serata riunione con il gruppetto di educatori-per-scelta-di-vita per sviluppare un idea progettuale per un intervento con i minori dell'abruzzo terremotato. ci aggiorniamo a venerdì, non è facile mettere insieme 10 cape diverse... ma ci proviamo.

domenica 19 aprile 2009

Diario di un educatore

17 aprile

Oggi mi ero messo le scarpe da ginnastica per essere più agile nella pausa, quando avremmo giocato col pallone (sono una schiappa) con Giuseppe. Lui non si presenta. Alle undici lo vado a prendere, inkazzatissimo, a casa. Lavoriamo senza pausa sul riassunto. Alla fine riesce quasi autonomamente a leggere il testo ed a fare il riassunto da solo, certo la sua condizione di semi-analfabetismo (a leggere, perchè a scrivere, pur non essendo abituato, è discretamente corretto e chiaro) non aiuta.

Pomeriggio: oggi recupero in sede la giornata che ho perso martedì. laboratorio di costruzione con solo 6 ragazzi, perchè gli altri vanno in uscita. lavoriamo molto bene, si dividono il lavoro, riverniciano le ante del mobile, riescono a tenere ordine negli attrezzi.
Scontro finale con checchello che non ha fatto nulla (ha giocato a biliardino) tutto il tempo. Alla fine, visto che lo ho sgridato perchè non ha fatto nulla, di proposito mette un piede su un anta appena verniciata. Mi inkazzo tantissimo (è giornata), lui insiste che non lo ha fatto a posta, ma mente perchè lo ho visto benissimo: lo sbatto fuori (comunque 5 minuti prima della fine delle attività.


16 aprile

Mattina: oggi con Giuseppe lavoriamo intensamente su "le quattro giornate" abbiamo scaricato da internet la voce su wikipedia, ne abbiamo estratto le parti salienti, abbiamo cercato le foto migliori in rete ed abbiamo prodotto un documento col copia incolla. Fa una fatica enorme a leggere: se legge si sforza talmente tanto che non capisce, se leggo io capisce molto meglio. Così leggendo un po' io un po' lui, abbiamo iniziato a fare un riassunto sul quaderno dividendo il fatto nelle varie fasi. Dapprima leggo e gli detto il riassunto, poi lui legge e io detto.
Nota relazionale: nella pausa si è scocciato di giocare a bigliardino, visto che mi straccia tutte le volte, così mi ha sfidato con pallone. La sala è grande, lui fa giochetti, dribling, finte... e io a correre appresso a lui per cercare di toccare la palla. la cosa diverte molto entrambi. Credo di aver trovato un buon modo per instaurare un altro livello, per certi versi più profondo, di relazione...
Il copia/incolla è stato stampato ed inserito nel quadernone. Abbiamo ripreso a fare il diario delle cose fatte a fine giornata.

Pomeriggio: Casale. L'attività di oggi è "costruzione giochi" andiamo sparati. Come apro lo zaino degli attrezzi in molti si avvicinano. A fine giornata mi hanno seguito più di 10 ragazzi e ragazze, fatto inedito, anche alcuni/e 15enni partecipano. Un gruppo di ragazzine conclude il prototipo del flauto di Pan. Un altro gruppetto si porta avanti nella costruzione del lancia-dischetti (poi vi spiego cos'è). prima di andare via aiuto i piccoli a sistemare col fil di ferro la porticina dell'orto che hanno ricavato dietro casa di Scricciolo.
Le ragazzine hanno sfogliato i libri dei giochi da costruire che ho portato ed hanno scelto cosa fare la volta prossima. hanno pure trovato il legno con cui farlo.

giovedì 16 aprile 2009

diario di un educatore

15 aprile

Si rientra a Napoli dopo 5 giorni fantastici passati in mezzo alle campagne dove sono cresciuto, in compagnia dei cari vecchi amici e dei parenti.
Il rientro non è particolarmente problematico: mattina con Giuseppe, pomeriggio al Casale.
Con Giuseppe abbiamo visto il film "Le quattro giornate di Napoli" sul quale, da domani, inizieremo a lavorare. E' stato abbastanza interessato.
Al casale i ragazzini sono venuti in massa al doposcuola perchè dovevano tutti finire i compiti per le vacanze. Poi alle 16.30, quando è finito il doposcuola, mi sono dedicato un po' a quelli che giocavano a calcio, un po' a insegnare a fare i palleggi di pallavolo.
Al Casale mi sento sempre più solo. Le mie due colleghe stanno da una parte e parlottano tra loro. Io non ho minimamente voglia di avvicinarmi. Delle due Irene è stabile e fa settimanali riunioni di equipe, carolina è coadiuvante ma sta tutti i giorni al casale. Io arrivo, sto due giorni, me ne vado, torno. Non ho nessun contenitore nel quale confrontarmi, condividere idee e problemi. La chiacchiera individuale con Carolina non mi interessa. Ho bisogno di un gruppo di lavoro, ma questo mi è negato dalla organizzazione stessa del lavoro.
Il bello è che quando ho posto il problema è stato minimizzato... evidentemente chi non porta ricchezza non si sente solo, o se ne fotte.

giovedì 9 aprile 2009

diario di un educatore

9 aprile

Come mi aveva anticipato stamattina Giuseppe non è venuto, ieri è andato a ballare ed è tornato tardi, riprenderemo il lavoro mercoledì, dopo le feste.

Pomeriggio: Grande giornata al casdale. Ho portato tutti gli attrezzi, un genitore mi ha prestato un trapano, siamo stati tutto il pomeriggio a segare, martellare, decidere che fare. Quattro ragazzini più piccoli (8-11 anni) si sono messi in testa di fare un orto (il pollaio era più complesso), li aiutiamo, gli costruiamo i paletti per fissare la recinzione, le ragazze vanno in giro per il casale e recuperano delle latte con le quali facciamo dei trampoli. Iniziamo a tagliare le canne per fare un flauto di pan. il tutto si svolge in una bellissima atmosfera. Non vedono l'ora di replicare l'esperienza.
Alla fine la giornata è volata. Eccomi qua a scrivere davanti al computer. da domani qualche giorno di ferie. Via da PC, e lavoro. Ci risentiamo Mercoledì- Grazie per i commenti e gli incoraggiamenti ricevuti.
A sera mi rendo conto perchè ieri mi sentivo così strano. Non ho inviato per tempo la candidatura ad una selezione per un fatto lavorativo estivo importantissimo... sto una merda per questo.

8 aprile

Mattina con Giuseppe, le cose vanno un po' a arilento, non mi sento in gran forma e questo si riflette in una certa mancanza di lucudità nel protrare avanti l'attività. Con GFiuseppe sto improvvisando, e questo non mi va. Il discorso è che sto lavorando affinchè da lui esca una proposta, un interesse al quale agganciarsi, un minimo di curiosità per qualcosa dalla quale possa divampare l'incendio. Lo sprono a scrivere un testo con le regole per il calcolo dei volumi, prima abbiamo misurato tutti gli oggetti della sala alla ricerca delle superfici, per ora solo rettangolari, ma ci estenderemo, nel frattempo abbiamo iniziato a chiederci cosa sono i volumi... ma continua a mancare la scintilla, più volte gli dico che voglio lavorare sviluppando una sua proposta, non quello che io credo sia giusto per lui... la scintilla arriva. Mi dice che l'altro giorno ha visto con altri ragazzi, qui al centro, il film "le quattro giornate di napoli". Mi chiede il dvd per rivederlo a casa... E'fatta, penso.

Pomeriggio al casale, continuo ad essere sotto ton, c'è qualcosa che non va ma non capisco cosa. Seguo le attività senza riuscire a proporre nulla di particolare, se non una spedizione con i ragazzi per andare a prendere il grasso per ingrassare il biliardino dal meccanico.

Lotus

martedì 7 aprile 2009

diario di un educatore


7 aprile

Mattina: Secondo giorno di intervento con giuseppe. Andiamo in libreria dove sceglie un libro, il tentativo di fargli sciegliere "lettera ad una professoressa" non va a buon fine, così decide per uno della serie "piccoli brividi". Al rientro in sede si mette a scrivere un tema dal titolo "la storia scolastica di Giuseppe" nel quale emerge che tutto è andato bene fino alla seconda elementare, dopo di che una lunga serie di "facevo casino e quindi mi cacciavano" fino ad oggi. Dopo la lettura, commento e correzione del tema ci mettiamo a lavorare sulle misure e sulle superfici. Al pomeriggio tornerà a vedere il fil "Le quattro giornate di Napoli" con degli altri ragazzi, in cooperativa. Come ritmo di marcia abbiamo adottato: un ora di lavoro e dieci minuti di pausa.

Pomeriggio: Il cantiere laboratoriale è a tratti esaltante, i ragazzi mi aspettano e sono felici di lavorare, riescono a tenere un buon ordine ed ognuno cura il proprio segmento di lavoro, è un vero peccato che questa attività, con loro, la faccio solo una volta a settimana. Oggi abbiamo dipinto il biliardino, abbiamo dipinto due paia di ante di un mobile e tagliato dei listelli di legno per preparare alcuni dei giochi che abbiamo costruito alla formazione del Mammut e dei quali sotto trovate le foto (di quelli fatti al mammut, non di quelli che stiamo costruendo). Purtroppo orso era assente, così non abbiamo continuato con il suo gioco.

Lotus

6 aprile

Oggi è il primo giorno del lavoro con Giuseppe. Iniziamo con puntualità. La prima cosa che facciamo è interrogarci su che cosa è e come sarà l'esame di terza media. Entrambi non abbiamo le idee molto chiare, così ci colleghiamo al sito del ministero e troviamo una pagina nella quale è descritto l'esame di stato. Copiamo le parti che riteniamo più importanti e le incolliamo su di un documento Word. A questo punto Giuseppe (non ha mai letto un libro e si scoccia terribilmente a leggere), lavora sul testo, insieme capiamo come funziona la formattazione di un testo. Alla fine il testo è ultimato. Domani lo stampiamo e lo inseriamo in una cartellina che lui garantisce di portare. Giuseppe ha il cappello con la visiera e non se lo toglie mai.
Dopo il testo gli spiego i vari cicli del sistema formativo italiano che scrive sul quaderno, e dove si colloca l'esame, ma lui inizia a confondere il sistema in sé con la sua esperienza personale, così gli detto un titolo "La storia scolastica di Giuseppe" che lui si impegna a svolgere, ma domani. Cerchiamo, con qualche difficoltà, una parola sul dizionario.
Domani andremo in libreria a scegliere un libro... sono tentato dal proporgli la "lettera ad una professoressa" di Don Milani.
A conclusione della giornata (12.30) ricapitoliamo in fondo al quaderno cosa abbiamo fatto oggi.
A seguire visita deprimente dagli assistenti sociali ed a scuola. Significativo il consiglio di uno dei professori della scuola "Le tesine che avete preparato l'anno scorso andavano bene! Fategli imparare a memoria una di quelle".

Lotus

lunedì 6 aprile 2009

appunti sulla formazione al mammut

  • Berger: la libertà è sempre unio spazio di libertà.
  • Il bambino di 3 anni ha bisogno di abitudine, di familiarizzare con la struttura dell'ambiente: più gli diamo struttura più loro sono liberi di creare, a partire dalla struttura che gli abbiamo dato. I bambini sono capaci di interiorizzare l'ambiente e come questo deve funzionare.
  • Il consiglio è di privilegiare le situazioni di incontro in piccolo. In particolare i bambini piccoli, in una sfera piccola, possono sentirsi padroni. Tra loro si relazionano come se fossero sempre sotto delle piccole cupolette. La ludoteca è un luogo che propone tante relazioni individuali o di piccolo gruppo.
  • La misura della liberta cresce col crescere della relazione. E' necessario, in vista della gestione dei piccoli spazi/angoli laboratoriali ma non solo - che da subito l'operatore faccia un grande sforzo per creare il rapporto individuale. Il tutto funziona se si svolge all'interno di regole condivise, se ogni momento ha le sue regole, chiare per tutti, alle quali riferirsi. In questo modo la libertà diventa la responsabilità condivisa.
  • Spesso ai ragazzi diamo spazi piatti e monotoni. Andrebbero piuttosto incrementati i dislivelli ed i punti di incertezza (anche vista la fase storica). Si tratta di contrapporre alla pianificazione che tiene tutto sotto controllo la complessità e l'incertezza. I bambini la hanno persa la dimensione dell'incertezza! Senza di questa non possono però accedere alla consapevolezza del desiderio.
  • I maschietti giocano poco con le bambole perchè sono pochi i padri che svolgono, in casa, le funzioni genitoriali.
Regole base:
Chi prende mette a posto
Chi usa cura
Chi rompe si preoccupa di aggiustare

  • Riflessione conclusiva sui manufatti: il manufatto deve rispecchiare l'essere reale dei bambini, è l'esatto opposto della menzogna collettiva dei lavoretti: Non dobbiamo mentire ai genitori. Il nostro terreno è la quotidianità. Dobbiamo insegnare ai genitori ad inserire nelle loro case spazi di libertà per i figli.

Chiosa critica: da questi appunti emerge con chiarezza l'affascinosità del punto di vista proposto, (Educazione attiva) così come il suo limite, che consiste nell'isolare l'individuo dal corpo sociale, nel non inserirlo nella dinamica di una società attraversata da una profonda frattura di classe, di non estendere l'orizzonte educativo nella ricerca degli interessi delle classi sfruttate, nella denuncia del loro sfruttamento. In questo modo l'uomo che viene educato è sempre l'uomo borghese, mai il proletario cosciente che per ribellarsi alla sua condizione e per ricostituire l'unità della propria umanità è necessario intraprendere e partecipare il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti.

Lotus


domenica 5 aprile 2009

diario di un educatore


4 e 5 aprile

Due giorni interi di formazione di Ludopedagogia con due esponenti del CEMEA di Roma, Claudio Tosi e Cecilia Bartoli, al Mammut di Scampia (www.mammutnapoli.org). Un esperienza bellissima, prosegue il percorso sull'educazione non formale. Giochi di gruppo divertentissimi con tanti abbracci e voglia di divertirsi, un gruppo di 25 persone che volontariamente ha deciso di partecipare, la riflessione su come può essere organizzata la ludoteca che in quel centro si sta cercando di mettere su, la costruzione di alcuni giochi di legno veramente divertenti. Uno spasso, una quantità enorme di stimoli e spunti, la conoscenza con un sacco di persone molto interessanti da un avvocatessa che si pone il problema di mettere a disposizione della formazione di una coscienza civica nei ragazzi la sua competenza giuridica, ai validissimi, competenti e motivati operatori del Mammut, a molti educatori, una maestra, un architetto, un attore di teatro... contatti importantissimi con i quali ci siamo riproposti di vederci a breve per una sessione di giochi e discussioni di gruppo.
Ciò che più mi è piaciuto è stata una impostazione che vuole tenere assieme teoria ed emozione, gioco e pratica verso un approccio educativo teso a stimolare e valorizzare l'unità dell'individuo in tutte le sue multiformi e varie capacità. Sicuramente l'esperienza formativa più interessante dell'ultimo periodo.
Sicuramente è una impostazione che non arriva a criticare il fondamento ideologico e sociale che rende i ragazzi, in particolare quelli delle classi sfuttate, incapaci di "esprimersi in tutti i sensi", si tratta altressì di un approccio che non arriva a conciliare la critica alla unilateralità nella quale vengono formati i ragazzi con la critica alla attuale società di classe, indicando nell'impegno per il superamento di questa l'unica via per superare il regno dell'unilateralità. E' in ogni caso stimolante approcciare questo discorso attivista che, sebbene rimanga all'interno di una visione non politica - accettando di fatto come inevitabile il sistema attuale ed essendo da questo finanziato - almeno punta l'accento su aspetti di educazione borghese, ma attivo/pratica, ormai completamente scomparsi altrove.

3 aprile

Mattina: oggi ho la riunione con la coordinatrice del servizio tutoraggio, Giuseppe e sua mamma per l'affidamento del caso. Il tutoraggio è un servizio del comune di Napoli grazie al quale agli assistenti sociali è possibile individuare dei casi particolari (dispersione scolastica, difficoltà relazionali e di inserimento, particolari problematiche familiari...) ed affidarli alle cure di un Tutor per un periodo variabile dai tre a dodici mesi. Il tutor sviluppa un percorso con il ragazzo, in rete con famiglia, scuola, ASL, SSTT, cooperativa, territorio, al fine di perseguire gli obiettivi individuati di concerto all'atto dell'affidamento del caso.
Il caso che mi è stato affidato è quello di un ragazzo, Giuseppe, che per dinamiche che non posso qui riportare, ma comunque legate ad una problematica familiare storicamente molto difficile ed alla produzione, nel ragazzo, di condotte particolarmente violente, tanto che l'ASL gli diagnosticò un Deficit dell'Attenzione ed Iperattività arrivando a somministrargli (!!) gocce di Ritalin. Di fatto da settembre il ragazzo non va più a scuola.
Nostro compito sarà arrivare a fare l'esame di terza media.
Lunedì si inizia, ci vedremo tutte le mattine per raggiungere questo obiettivo.

Sera: riunione e cena con un gruppo di una decina di operatori sociali che operano con i minori. Con alcuni di loro abbiamo fatto dei percorsi molto significativi intorno al progetto del Parco Sociale Ventaglieri, del quale sono stato, insieme a Marilena, uno dei promotori e del quale una delle ultime, significative, azioni da noi organizzate è stato il carnevale di Montesanto 2009 “A malaparata” (www.parcosocialeventaglieri.it). L'obiettivo è ambizioso: riunirci per individuare una base comune nelle nostre pratiche educative, reagire alla passività dei nostri progetti, alla solitudine che sentiamo sul luogo di lavoro. La lunga discussione fa emergere punti di vista e “sensazioni” molto eterogenee, facendo una estrema fatica ad individuare un chiaro terreno comune. Il tratto che ci accomuna è il nostro tentativo di aderenza al territorio, il tentativo di tenere dentro piuttosto che “buttare fuori” i ragazzi (che i nostri colleghi vogliono spesso passivi e accondiscendenti, pena l'esclusione di fatto). Le proposte di azione pratica sono largamente fumose e poco praticabili, rimane l'idea di scrivere un testo per fare circolare le nostre esperienze. L'unico punto sul quale riusciamo a concludere è “il compito” che ognuno scriva riguardo una sua esperienza ed ai significati che da questa è possibile trarre. Sarà questo il terreno per un, possibile, prossimo incontro. Staremo a vedere. In ogni caso è evidente che non essendoci una base di analisi delle condizioni attuale e delle possibili prospettive condivisa, il gruppo difficilmente potrà sopravvivere alle sue proprie contraddizioni.
PS significativa la proposta scherzosa di dare vita ad un Gruppo Criminale di Eliminazione dei Colleghi Inutili.


Lotus


giovedì 2 aprile 2009

diario di un educatore

2 aprile

La primavera sembra arrivata davvero! Bellissima giornata di sole al Casale. Nelle ultime settimane i ragazzi arrivano al doposcuola molto tardi, la prima mezz'ora non c'è quasi nulla da fare. Arrivano le ragazze, devono fare sopratutto inglese, Terry ha finito il suo racconto. Tre pagine stile horror con specchi che parlano, pagliacci assassini (abbondanti citazioni da It) e morti. Me lo legge poco convinta, la incoraggio, riflettiamo un po' sul racconto. Purtroppo oggi ci sono due ragazze senza compiti (io le vorrei mandare via, a meno che non si mettano a fare qualcosa, ma alla fine rimangono) che la distraggono molto. Qua sembra sempre che se qualcuno si dedica a qualcosa di diverso è... uno scemo. In ogni caso lei prende coraggio e legge a tutti la sua storia. Si rifiuta però di mettersi a correggere.
Principessa invece non ne vuole sapere di impegnarsi, fa con Carolina il suo compito, ma poi quando si mette vicino a me a tradurre dall'inglese, alla seconda parola da cercare sul dizionario, scoppia in capricci (ha 13 anni!) tanto che le dico che il doposcuola è volontario e non stiamo a perder tempo. Così lei chiude il libro e se ne va... non ha ottenuto che facessi la traduzione al posto suo.
All'educativa i ragazzi sono pochi, la bella stagione ne conduce molti al parco. Io sto tutto il tempo dentro con 6 o 7 ragazzine a fare "Laboratorio di manualità". Su dei cartoni facciamo degli sfondi, mentre quelli si asciugano ritagliamo delle figure dal cartone e le coloriamo. Poi le incolliamo. L'intento è far comprendere che, diversamente dalle apparenze, biosogna prima fare lo sfondo e poi le figure in primo piano. Le ragazze partecipano attivamente, non tutte svolgono bene il compito, ma c'è un bel clima "di cantiere" nel laboratorio.
Alla fine tutti quelli che hanno lavorato pultiscono. Gli altri due operatori sono stati fuori a giocare ed a parlare con i ragazzi.
Quando esco faccio notare a qualcuno che, anche se non vogliono fare laboratorio, comunque è buona norma entrare a salutare e dare un occhiata a quello che si fa.
Alla fine mi intrattengo una mezz'ora a parlare con un paio di genitori. la comunità del Casale, seppur molto piccola, è attraversata da forti rivalità interne, contrasti etc. Così ci sono dei genitori che ci sono più vicini, si impegnano, altri che non fanno nulla... e la comunità si sfalda.
Tornando penso tra me che il mio dovere educativo sarebbe quello di rafforzare lo spirito di comunità, creare riunioni con i genitori per mettere al centro il benessere dei loro figli, magari dare vita ad un esperienza di alfabetizzazione degli adulti sul modello di Freire... ma i limiti sistemici incombono, non ci sono ore, non si riesce nemmeno ad organizzare una riunione tra operatori per vedere se questi obiettivi sono condivisibili nell'èquipe... mah.
Il mio orizzonte al casale arriva fino a giugno, non credo che riusciremo a fare molto di più di quello (comunque non poco) che già stiamo facendo.

Lotus